I DIAMANTI

Il diamante è una delle tante forme allotropiche in cui può presentarsi il carbonio; in particolare il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica.

Il diamante è il minerale di origine naturale più duro che si conosca, la sua durezza Mohs è pari a 10, ed è fino a 140 volte superiore a quella del corindone, con durezza 9 nella scala di Mohs. Tale estrema durezza è dovuta alla presenza di legami covalenti estesi a tutta la struttura e in tutte le direzioni, che collegano qualunque coppia di atomi adiacenti. Ciò spiega l’eccezionale coesione e stabilità di questa struttura e di altre con simili caratteristiche, come ad esempio il nitruro di boro.

Negli ultimi anni sono stati prodotti sinteticamente alcuni materiali superduri in grado di scalfire il diamante, tra cui la lonsdaleite superdura e l’ADNR (Aggregated Diamond Nanorods), una forma allotropica del carbonio prodotta per la prima volta nel 2005 da Natalia Dubrovinskaia, Leonid Dubrovinsky e Falko Langenhorst, i ricercatori dell’università tedesca di Bayreuth.[18]

Non tutti i diamanti hanno la stessa durezza. I diamanti più duri provengono dall’area del New England nel Nuovo Galles del Sud (Australia). Questi diamanti sono in genere piccoli, di forma ottaedrica perfetta o semiperfetta, e sono utilizzati per lucidare altri diamanti. Si ritiene che la loro durezza sia dovuta alla modalità di accrescimento del cristallo, avvenuta in un’unica fase. La maggior parte degli altri diamanti evidenzia invece un accrescimento del cristallo in fasi successive, con inclusione di impurezze e la formazione di difetti nel reticolo cristallino e conseguente diminuzione delle caratteristiche di durezza.

Il taglio dei diamanti grezzi per trasformarli in gemme da gioielleria è un’operazione molto delicata e difficile. Eventuali errori porterebbero alla perdita di notevoli somme di denaro. La forma più comune di taglio del diamante è quella rotonda, denominata a brillante. Con questo termine si identifica un taglio rotondo con minimo 57 faccette, a cui si aggiunge una tavola inferiore (non sempre esistente).

La grande diffusione di questo taglio ha portato ad un equivoco: il pubblico tende ad identificare i termini brillante e diamante come fossero la stessa cosa. In realtà, il termine brillante, se usato da solo, identifica unicamente una pietra preziosa a taglio rotondo. Esistono moltissime altre pietre preziose che possono essere tagliate a brillante, quali ad esempio i rubini, gli zaffiri e i topazi.

Altri tipi di taglio, tra i più conosciuti e diffusi sono: il taglio a cuore, a brillante ovale, a marquise o navette, huit-huit, a goccia, a smeraldo, a carré, a baguette, a trapezio, a rosa olandese, a rosetta.

Da ricordare altri tagli più recenti che si stanno piano piano affermando nel campo della gioielleria: il princess, il radiant, il barion ed il cushion.

Il maggiore centro per il taglio dei diamanti è stato per molto tempo la città di Anversa in Belgio, dove lavorano ancora, nel Diamantkwartier (quartiere dei diamanti), oltre 12.000 tecnici e impiegati tra tagliatori, lucidatori e addetti alla commercializzazione. Recentemente si è però imposta a livello mondiale, per il taglio, la città indiana di Surat. Si valuta che attualmente oltre l’80% dei diamanti (specie quelli di piccola caratura) sia tagliato in questa città. Altri centri importanti sono Tel Aviv e New York. Alcune società, in particolare la De Beers, hanno propri centri di taglio, ma si affidano spesso a tagliatori esterni particolarmente esperti per il taglio di diamanti di altissimo valore.

La valutazione di un diamante

Il diamante viene valutato in base a 4 parametri:

  • CARATI:  Il Carato del diamante è un’unità di peso che equivale a 0,2 grammi. La parola deriva dal greco ker´tion (frutto del carrubo), i cui semi avrebbero una massa eccezionalmente uniforme, proprio di circa 0,2 grammi. Il Carato non va confuso con Karato, che fa riferimento invece alla quantità di oro puro presente nella lega metallica.
  • COLORE: la gemma può essere classificata come incolore (D), bianco eccezionale (E), bianco extra + (F), bianco extra (G), bianco (H), bianco leggermente colorito (K), bianco colorito (L) colorito (M-N-O-P-R-S-Z). Più il diamante è bianco più ha valore.
  • PUREZZA: la purezza di un diamante viene stabilita in base al numero di inclusioni, dalla loro visibilità, dalla loro grandezza e dalla loro posizione all’interno della gemma. Se non vi è alcuna inclusione visibile con una lente 10x il diamante viene definito puro.
  • TAGLIO: Il taglio del diamante è realizzato in modo da massimizzare le qualità della gemma. Risulta essere il criterio determinante e che ha maggiore incidenza sulla sua brillantezza e sul suo splendore.

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